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Giustizia per Attilio…atto sesto

Mercoledì 19/10 si è svolta la sesta udienza a carico di Mario Buono, Cosimo e Marco Di Lauro per l’omicidio di Attilio.
Udienza “interlocutoria”, in cui è stato ascoltato il collaboratore di giustizia Giovanni Piana la cui testimonianza però, anche da quanto riferito dallo stesso avvocato della famiglia Romanò, non è stata considerata molto attendibile perchè basata su deduzioni e dichiarazioni fatte a lui da altri camorristi, attualmente detenuti. La difesa ha chiesto di poterli ascoltare in processo per verificare l’attendibilità della testimonianza del Piana.
Da quest’ultimo, comunque, è stato ribadito che l’oggetto della vendetta trasversale era il socio di Attilio in quanto parente di Pariante e che dunque l’omicidio è stato un errore, nonché che il mandante è Cosimo Di Lauro. Tale versione è stata confermata da più parti e sembra, al momento, l’unico punto fermo del processo.
Anche in questo caso, si deve fare i conti con una delle criticità tipiche dei processi di mafia: il quadro probatorio, imbastito sulla base di le testimonianze orali e spesso neanche dirette, necessita di essere corroborato da un’attenta valutazione dell’attendibilità delle “dichiarazioni incrociate” e da riscontri oggettivi, a discapito della “durata ragionevole” del processo.
Il Piana non sembra ritenuto molto affidabile anche perchè ha dimostrato in passato atteggiamenti ambigui e “doppiogiochisti”, facendo parte di due clan contemporaneamente.
Altro elemento degno di nota è che sono cadute le accuse a carico di Marco Di Lauro, che è uscito dal processo passando di fatto dallo status di latitante a quello di libero cittadino.
Il Pubblico Ministero ha chiesto di poter visionare nel dettaglio le motivazioni della Corte D’assise rispetto a questa decisione.
Prossima udienza fissata per il 23 novembre.

Stella Di Vincenzo

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